Disc 1 - MODULAMANOPOLA

MEZZALUNA 46’ 36”
(S.Facchielli, T.Gohara)


 

PRODOTTO, REGISTRATO e MIXATO da D.RaD & TAKETO GOHARA  alle OFFICINE MECCANICHE RECORDING STUDIOS di MAURO PAGANI

MASTERIZZATO da GIOVANNI VERSARI al NAUTILUS MASTERING

 

MODULAMANOPOLA è un ciclo di musiche che rappresentano un viaggio, il
viaggio della vita, dal concepimento alla morte. Il simbolo di questo viaggio è la mezzaluna che rappresenta la metà mancante di ogni cosa umana: i progetti, l’amore, il dolore, la vita stessa che non è mai conclusa in un momento opportuno.
L’impossibilità di raggiungere, per ogni aspetto umano, la totale ed ideale completezza, determina l’aspirazione a concludere, senza però mai raggiungere lo scopo. Dopo aver vissuto i momenti del concepimento, della nascita, di ogni desiderio, del tradimento, l’uomo raggiunge la saggezza in cui si rende conto
degli aspetti della vita com’è e come idealmente vorrebbe che fosse e dell’impossibilità di ottenere la coincidenza tra l’essere e il volere.
La consapevolezza dell’imperfezione umana prelude alla pace che è conseguenza della saggezza, ma anche della fine della vita, perché a questo stato di grazia si giunge tardi (e talvolta mai).
La speranza è data dal ciclo della vita che si riproduce nello stesso modo senza soluzione di continuità: in modo ciclico e quindi eterno secondo i filosofi classici
e gli stoici, in modo lineare, dalla “creazione” al “giudizio”, secondo i cristiani.

 

1 - IL CONCEPIMENTO (8’ 39”)

Dal caos iniziale dei fruscii, dei rumori indistinti e non ancora armonizzati, lentamente appare una logica di suoni e di ritmi. E’ una ricerca disperata del
creare, del trasformare i rumori in suoni, i suoni in momenti creativi, come un vento sacro, con acute punture, che, in un tempo finito, vogliono fissare un evento, un attimo magico: l’acqua, la creazione della vita, il concepimento.

 

2 – LA NASCITA (8‘ 41”)

Un eco lontano che indica la gestazione che precede la nascita, che sovrasta i
suoni delicati della preparazione. La ricerca di una strada verso una luce lontana, verso cui correre.
Le incertezze di questa corsa ci accompagnano fino all’inesorabile dolorosa soluzione del nascere.

 

3 – IL DESIDERIO (5’ 46”)

La caduta, stupita, in un vortice di emozioni non controllabili.
Un vento impetuoso che trascina in luoghi inesplorati, con la ragione frustrata ed incapace di reagire.
Reazioni chimiche ed elettriche che appannano i flussi inibitori, fino all’abbandono, tra suoni disarmonici, ma appaganti.

 

4 – IL TRADIMENTO (8’ 10”)

Lo stesso suono del desiderio appagato è preludio al tradimento che lentamente trasfigura, con sofferenza, il desiderio innato di lealtà.
Anche qui forze esogene i cui ritmi imbrigliano il corpo, mentre i suoni bassi
condizionano la mente.
Un vento primordiale trasporta la volontà in luoghi di non ritorno.
Passi concitati nel fango, fino alla consumazione del tradimento.

 

5 – LA SAGGEZZA (9’ 00”)

La saggezza è esperienza di vita ed idealismo insieme. E’ il giusto dosaggio tra la conoscenza delle cose come sono e l’aspirazione a desiderare come vorremmo
che fossero. In questo senso è la ricerca dell’altra metà delle cose (la mezzaluna), ma anche la consapevolezza che mai potrà raggiungersi l’intero, il compiuto.
Il suono ottimistico e rilassante iniziale vuole proprio preparare al vento che spira
da oriente dove è nata la saggezza dall’osservazione del vissuto e dove si è
coltivata fin dall’antichità la ricerca e la rappresentazione degli ideali.
La traccia musicale, quasi apollinea, è razionale e sicura. Ciò fa pensare ad un mondo osservato dall’alto con i suoi pregi e difetti e valutato per quello che è:
un volo consapevole sulle nefandezze degli uomini, ma anche sulle sublimi manifestazioni dell’arte e della solidarietà umana.
In conclusione, tanti punti fermi musicali, ma anche gli echi della nostra avventura.

 

6 – LA PACE (6’ 14”)

La pace, di regola, s’identifica con la morte e il suono grave della traccia lo testimonia. In vita, nonostante la ricerca, questo stato non si realizza. Solo nel momento finale si ottiene la pace, insieme però alla speranza che nuovi concepimenti, nascite, vissuto si riprodurranno in un ciclo continuo di repliche
fino al giudizio finale.
Negli ultimi momenti torna l’acqua, il vento e i rumori… non più suoni.

 

 

    
(impressioni tratte delle annotazioni di Stefano Facchielli
e dall’ascolto dei brani da G.Facchielli)